Domanda: Quali possibilità esistono per mettere a disposizione del lavoratore un’auto aziendale e come deve essere considerata nel cedolino paga?
Risposta: Sono possibili le seguenti situazioni:
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Variante
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trattamento nel cedolino
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Auto aziendale utilizzabile anche per fini privati
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Mediante Fringe Benefit
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Auto aziendale utilizzabile exclusivamente per fini professionali
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Nessun effetto sul cedolino
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Il lavoratore utilizza il proprio veicolo privato per fini professionali
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Mediante rimborso chilometrico
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Domanda: Come funziona il rimborso chilometrico tramite il cedolino paga?
Risposta: Il lavoratore riceve, insieme alla retribuzione, il rimborso per i viaggi effettuati con il proprio veicolo privato. In presenza dei requisiti previsti dalla legge, tale rimborso è esente da imposte e contributi. Attenzione: il normale tragitto tra abitazione e luogo di lavoro non rientra tra i viaggi rimborsabili.
L’importo del rimborso si determina moltiplicando i chilometri percorsi per motivi di lavoro per la relativa tariffa chilometrica ACI. Per poter procedere all´esatto calcolo del rimborso, ci devono esserci comunicati e documentati i dati del veicolo, in particolare marca, esatta denominazione del modello, motorizzazione e tipo di alimentazione, nonché la percorrenza complessiva annua, inclusi i chilometri percorsi per fini privati.
In caso di utilizzo del nostro strumento gratuito disponibile in gupa, provvediamo noi ad inserire la corretta tariffa chilometrica ACI e ad aggiornarla annualmente. In questo modo i viaggi di lavoro possono essere registrati in modo semplice e trasmessi direttamente a noi per l’elaborazione del cedolino paga.
Domanda: Come possono essere rimborsate le spese sostenute dal lavoratore nell’ambito dell’attività fuori sede?
Risposta: Per il rimborso delle spese ai lavoratori esistono tre possibilità:
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Tipologia
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Descrizione
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metodo
forfettario
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Pagamento di un rimborso fisso (forfettario) per ogni giorno di lavoro in trasferta (se al di fuori della comune), con
il quale egli fa fronte alle spese di alloggio e di vitto. L'importo forfettario è indipendente dai costi effettivi. Il
dipendente paga tutte le spese e non deve presentare alcuna ricevuta.
L’importo forfettario può essere prescritto dal contratto collettivo.
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metodo misto
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A differenza del metodo forfettario, al dipendente vengono rimborsate, in aggiunta alla somma forfettaria, anche le
spese per vitto o l’alloggio (a piè di lista).
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metodo analitico
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Il rimborso si baserà sulle spese documentate e presentate dal dipendente (spese di viaggio, alloggio, pasti) ("a
piè di lista").
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Domanda: I rimborsi spese sono soggetti a tasse e contributi?
Risposta: Esistono le seguenti modalità:
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Tipologia
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Imposte e contributi
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metodo forfettario
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I seguenti importi non sono soggetti all'imposta e ai contributi:
- € 46,48 al giorno a livello nazionale (€ 15,49 a pasto (pranzo e cena) e alloggio)
- € 77,47 al giorno per trasferte all‘estero (€ 25,82 a pasto (pranzo e cena) e alloggio)
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metodo misto
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Se, oltre alla somma forfettaria, vengono rimborsate le spese per vitto o alloggio, l'importo esente da imposte e
contributi (vedi sopra) sarà ridotto di 1/3:
- € 30,99 al giorno a livello nazionale
- € 51,56 al giorno per trasferte all‘estero
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metodo analitico
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Spese documentate per viaggio, vitto e alloggio sono rimborsabili in esenzione da imposte e contributi, a
condizione che siano state pagate con strumenti tracciabili, come carta di credito, bonifico bancario ecc. Le spese
pagate in contanti devono invece essere assoggettate a imposte e contributi. Per le spese sostenute all’estero è
tuttora ammesso il pagamento in contanti.
Altre spese e spese non documentate: € 15,49 (all'estero € 25,82) al giorno non sono soggette ad imposte e
contributi.
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Domanda: Le spese devono sempre essere anticipate dal dipendente?
Risposta: No, c'è la possibilità di rendere disponibile al dipendente ad es. una carta di credito o bancomat aziendale con la quale può pagare tutte le spese sostenute durante la trasferta. È importante che il dipendente raccolga tutte le ricevute delle spese sostenute e le consegni al datore di lavoro alla fine del mese.
Per evitare abusi, è opportuno fissare un limite massimo di spese (ad esempio per il pranzo o la cena) nel contratto di lavoro o in un accordo separato.