Il visto di conformità è una nota di verifica formale prevista dal diritto tributario italiano. È stato introdotto con il decreto legge n. 241/1997 e serve a confermare la correttezza formale di determinati dati fiscali e la loro conformità alla documentazione presentata.
Si tratta di una dichiarazione di conformità rilasciata da un esperto esterno autorizzato che, a differenza della verifica dei contenuti, garantisce la conformità formale dei dati prima che questi vengano utilizzati a fini fiscali.
In linea di principio si distingue tra:
Visto leggero – semplice dichiarazione di conformità:
il professionista conferma esclusivamente la correttezza formale delle informazioni e dei documenti.
Visto pesante – dichiarazione di conformità qualificata:
comprende una verifica approfondita del contenuto dell'applicabilità fiscale e del rispetto delle disposizioni di legge.
Il visto di conformità corrisponde alla categoria denominata “visto leggero”, ossia una dichiarazione che attesta la corrispondenza formale delle informazioni fornite.
Il visto di conformità è previsto in particolare nei seguenti casi rilevanti dal punto di vista legale:
(*) Le imprese e i liberi professionisti possono aumentare le soglie indicate al raggiungimento di un determinato grado di affidabilità nel calcolo degli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale).
Un visto di conformità può essere apposto solo da professionisti autorizzati. Questi devono soddisfare determinati requisiti legali e, di norma, appartenere a uno dei seguenti gruppi:
Ulteriori requisiti sono, tra l'altro, l'autorizzazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi all'Agenzia delle Entrate e la stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile professionale adeguata a coprire eventuali danni causati da errori nell’attività di controllo.
Il processo può essere riassunto in due fasi:
Il visto di conformità è stato introdotto per raggiungere diversi obiettivi:
Il visto di conformità è uno strumento formale e giuridico importante nel sistema fiscale italiano. Esso garantisce che determinati dati fiscali e agevolazioni fiscali siano formalmente corretti e verificati prima di essere utilizzati a fini fiscali. L'obbligo di apporlo dipende dal tipo di compensazione o agevolazione fiscale.