I registri IVA in Italia servono alla rilevazione di tutte le
operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e costituiscono
la base per:
- liquidazione periodica dell’IVA
- comunicazione della liquidazione periodica IVA
- dichiarazione annuale IVA
- controlli fiscali
Si distinguono tre principali registri IVA che devono essere tenuti.
Registro delle fatture emesse
Questo registro rileva le fatture emesse in ordine progressivo.
Dati obbligatori per ciascuna fattura:
- numero
- data di emissione
- base imponibile IVA
- importo IVA
- aliquota IVA applicata (ad esempio 4%, 5%, 10%, 22%)
- dati anagrafici del cliente
Registro dei corrispettivi
Questo registro riguarda principalmente le operazioni effettuate nei confronti
dei consumatori finali, per le quali non viene emessa fattura, come nel commercio
al dettaglio o nella ristorazione.
Non viene registrata ogni singola operazione, bensì l’importo complessivo
giornaliero.
Dati obbligatori per ciascun giorno:
- base imponibile IVA
- importo IVA
- aliquota IVA applicata (ad es. 4%, 5%, 10%, 22%)
Registro degli acquisti (registro acquisti)
Il registro degli acquisti documenta le fatture ricevute dai fornitori ed è
rilevante ai fini della detrazione dell’IVA.
Dati obbligatori per ciascuna fattura:
- numero
- data di emissione
- base imponibile IVA
- importo IVA
- aliquota IVA applicata (ad es. 4%, 5%, 10%, 22%)
- dati anagrafici del fornitore
Soggetti obbligati alla tenuta dei registri IVA
Tutte le imprese e i lavoratori autonomi soggetti all’IVA sono tenuti alla
tenuta dei registri IVA, indipendentemente dall’adozione del regime contabile
ordinario o semplificato.
Sono previste alcune eccezioni, tra cui i contribuenti che applicano il
regime forfettario.
I registri IVA sono normalmente tenuti dal consulente fiscale e devono essere
messi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria su richiesta.