I registri IVA servono alla rilevazione di tutte le operazioni rilevanti ai fini dell’IVA e costituiscono la base per:
- liquidazione periodica dell’IVA
- comunicazione liquidazione periodica IVA
- dichiarazione annuale IVA
- controlli fiscali
Si distinguono i seguenti tre registri che devono essere tenuti:
1. Registro delle fatture emesse
Questo registro rileva le fatture emesse in ordine progressivo.
I dati obbligatori per ciascuna fattura sono:
- numero
- data di emissione
- base imponibile IVA
- importo IVA
- aliquota IVA applicata (ad esempio 4%, 5%, 10%, 22%)
- dati anagrafici del cliente
2. Registro dei corrispettivi
Questo registro riguarda principalmente le operazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali, per le quali non viene emessa fattura, come ad esempio nel commercio al dettaglio o nella gastronomia. Non viene registrata ogni singola operazione, bensì l’importo complessivo giornaliero.
I dati obbligatori per ciascun giorno sono:
- base imponibile IVA
- importo IVA
- aliquota IVA applicata (ad es. 4%, 5%, 10%, 22%)
3. Registro degli acquisti (registro acquisti)
Il registro degli acquisti documenta le fatture ricevute.
I dati obbligatori per ciascuna fattura sono:
- numero
- data di emissione
- base imponibile IVA
- importo IVA
- aliquota IVA applicata (ad es. 4%, 5%, 10%, 22%)
- dati anagrafici del fornitore
Soggetti obbligati alla tenuta
Tutte le imprese e i lavoratori autonomi soggetti all’imposta devono provvedere alla tenuta dei registri IVA, indipendentemente dall’adozione del regime contabile ordinario o semplificato. Sono previste eccezioni, tra cui i contribuenti che applicano il regime forfettario.
Tali registri devono essere tenuti dal consulente fiscale e messi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria su richiesta.