Le donazioni di sangue danno un importante contributo all'assistenza sanitaria. Per facilitare ai lavoratori la partecipazione alla donazione di sangue, la legge italiana prevede, a determinate condizioni, un giorno di permesso retribuito. La normativa si applica alle donazioni di sangue volontarie effettuate presso un centro trasfusionale autorizzato e obbliga il datore di lavoro a concedere il relativo permesso.
Chi ha diritto al permesso retribuito?
Hanno diritto al permesso retribuito tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, indipendentemente dalla categoria e dal settore, compresi gli apprendisti, i collaboratori domestici e i lavoratori agricoli. Non hanno diritto al permesso retribuito:
- i lavoratori autonomi e i liberi professionisti,
- i collaboratori iscritti alla gestione separata INPS.
Quali requisiti devono essere soddisfatti?
Affinché si abbia diritto al giorno di riposo retribuito e il datore di lavoro possa richiedere il rimborso, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
- deve essere donato almeno 250 grammi di sangue;
- la donazione deve essere effettuata presso un centro autorizzato alla raccolta del sangue (ad es. AVIS);
- La donazione deve essere attestata da un certificato medico. Questo deve contenere, tra l’altro, il codice fiscale della struttura, i dati del donatore, nonché il giorno e l’ora del prelievo.
Durata dell’esonero
L’esonero per la donazione di sangue copre l’intera giornata della donazione, indipendentemente dalla durata effettiva della procedura.
Inidoneità alla donazione
Se il lavoratore viene giudicato non idoneo alla donazione, non ha diritto a un’intera giornata di riposo retribuita. Viene retribuito solo il tempo necessario per l’accertamento dell’inidoneità, le procedure correlate e il ritorno al posto di lavoro. Anche in questo caso è necessario un certificato ufficiale rilasciato dalla struttura. Possibili motivi di inidoneità alla donazione sono, ad esempio, valori anomali di pressione sanguigna, polso o temperatura, un livello di ferro troppo basso o l’assunzione di determinati farmaci.
Rimborso al datore di lavoro
La retribuzione anticipata dal datore di lavoro può essere compensata, nell’ambito del conteggio mensile dei contributi, con i contributi dovuti all’INPS.