Le donazioni di sangue danno un importante contributo all'assistenza sanitaria. Per facilitare ai lavoratori la partecipazione alla donazione di sangue, la legge italiana prevede, a determinate condizioni, un giorno di permesso retribuito. La normativa si applica alle donazioni di sangue volontarie effettuate presso un centro trasfusionale autorizzato e obbliga il datore di lavoro a concedere il relativo permesso.
Hanno diritto al permesso retribuito tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, indipendentemente dalla categoria e dal settore, compresi gli apprendisti, i collaboratori domestici e i lavoratori agricoli. Non hanno diritto al permesso retribuito:
Affinché si abbia diritto al giorno di riposo retribuito e il datore di lavoro possa richiedere il rimborso, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
L’esonero per la donazione di sangue copre l’intera giornata della donazione, indipendentemente dalla durata effettiva della procedura.
Se il lavoratore viene giudicato non idoneo alla donazione, non ha diritto a un’intera giornata di riposo retribuita. Viene retribuito solo il tempo necessario per l’accertamento dell’inidoneità, le procedure correlate e il ritorno al posto di lavoro. Anche in questo caso è necessario un certificato ufficiale rilasciato dalla struttura. Possibili motivi di inidoneità alla donazione sono, ad esempio, valori anomali di pressione sanguigna, polso o temperatura, un livello di ferro troppo basso o l’assunzione di determinati farmaci.
La retribuzione anticipata dal datore di lavoro può essere compensata, nell’ambito del conteggio mensile dei contributi, con i contributi dovuti all’INPS.