Oltre all’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche), i contribuenti possono essere soggetti anche alle addizionali regionale e comunale IRPEF.
L’imposta riguarda solo le persone fisiche; le società e gli enti non la pagano.
Sono imposte aggiuntive all’IRPEF e destinate rispettivamente alla Regione e al Comune nel quale il contribuente ha il proprio domicilio fiscale.
Le addizionali riguardano le persone fisiche che percepiscono redditi soggetti a IRPEF, come ad esempio:
Lo scopo principale delle addizionali all'IRPEF è di garantire l'autonomia finanziaria degli enti territoriali per finanziare spese di interesse pubblico a livello locale (p.e. per le regioni: servizi sanitari, istruzione, cultura, ambiente – per i comuni: manutenzione di strade, gestione rifiuti, illuminazione pubblica, attività culturali, biblioteche, musei, impianti sportivi, iniziative ricreative, ecc...).
Le addizionali si pagano alla Regione (Provincia di Trento o Bolzano) e al Comune dove il contribuente ha il proprio domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell'anno. In caso di cambio di residenza nel corso dell'anno, la variazione ha effetto sul piano fiscale per le addizionali solo dopo 60 giorni.
L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta stabilita dalla Regione di appartenenza del contribuente. I domiciliati nelle province di Bolzano e Trento scontano al suo posto una addizionale provinciale.
L’aliquota base è fissata dalla legge nazionale, ma le singole Regioni (province di Trento o Bolzano) possono prevedere variazioni entro i limiti stabiliti dalla normativa.
L’aliquota minima è generalmente pari a 1,23% mentre quella massima è stabilita in 3,33%.
Aliquote ridotte, esenzioni o detrazioni sono possibili per i redditi più bassi (p.e. per la provincia di Bolzano). Alcune regioni hanno previsto una aliquota unica, altre un’aliquota progressiva a scaglioni all’aumentare del reddito.
L’imposta è determinata applicando l’aliquota prevista al reddito imponibile IRPEF, cioè al reddito complessivo sul quale viene calcolata l’IRPEF dopo le eventuali deduzioni previste.
Il calcolo viene quindi effettuato generalmente in modo automatico in sede di:
L’addizionale comunale IRPEF è invece un’imposta destinata al Comune nel quale il contribuente ha il proprio domicilio fiscale.
Ogni Comune può stabilire la propria aliquota entro i limiti previsti dalla legge.
Il Comune può anche scegliere di non prevedere alcuna addizionale.
Alcuni Comuni possono invece prevedere una soglia di esenzione, cioè un livello di reddito sotto il quale l’addizionale non è dovuta o prevedere un sistema a scaglioni per cui l’aliquota aumenta all’aumentare del reddito.
Anche l’addizionale comunale viene calcolata sul reddito imponibile IRPEF.
Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, il pagamento avviene normalmente tramite il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico.
L’importo viene trattenuto direttamente in busta paga o sulla pensione.
Per gli altri contribuenti, come imprenditori individuali o lavoratori autonomi, il versamento avviene normalmente tramite il modello F24, sulla base di quanto risulta dalla dichiarazione dei redditi.
Per l’addizionale regionale (provinciale per Trento e Bolzano) non è previsto il versamento di acconti. L’importo dovuto viene normalmente versato a saldo nell’anno successivo a quello di riferimento.
L’addizionale calcolata su un reddito di lavoro dipendente viene trattenuta nell’anno successivo a quello di riferimento a partire solitamente da gennaio fino non oltre novembre (massimo 11 rate).
Come per l’addizionale regionale (provinciale per Trento e Bolzano) calcolata su un reddito di lavoro dipendente, anche l’addizionale comunale viene trattenuta nell’anno successivo a quello di riferimento a partire solitamente da gennaio fino non oltre novembre (massimo 11 rate).
Nel caso dell’addizionale comunale è generalmente previsto un acconto pari al 30% dell’importo dovuto per l’anno precedente.
L’acconto viene versato nell’anno successivo insieme agli altri versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi o trattenuto in busta paga per i redditi di lavoro dipendente a partire da marzo fino a novembre (9 rate).
Il saldo finale viene poi determinato sulla base dell’addizionale effettivamente dovuta per l’anno di riferimento, tenendo conto degli acconti già versati.