La dichiarazione Intrastat serve a comunicare all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli le operazioni intracomunitarie relative a cessioni e acquisti di beni e a determinate prestazioni di servizi all’interno dell’Unione europea. La dichiarazione ha lo scopo di rilevare statisticamente i flussi di beni e servizi all'interno dell'UE e riguarda le imprese che effettuano operazioni commerciali transfrontaliere con altri Stati membri dell'UE.
Affinché sia possibile effettuare cessioni e acquisti intracomunitari di beni e determinate prestazioni di servizi senza applicazione dell’IVA italiana, è necessaria l’iscrizione nel registro MIAS (Sistema di scambio di informazioni sull’IVA, in inglese VIES).
In Italia, la dichiarazione Intrastat riguarda in particolare le seguenti operazioni:
Le dichiarazioni sono così strutturate:
| Dichiarazione | Operazione commerciale | Modulo |
|---|---|---|
| Cessioni intracomunitarie di beni | Cessione di beni a soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri dell’UE | INTRA-1 bis |
| Prestazione di servizi | Determinati servizi a imprese situate in altri Stati membri dell’UE | INTRA-1 quater |
| Acquisti intracomunitari di beni | Acquisto di beni da altri Stati membri dell'UE | INTRA-2 bis |
| Acquisto di servizi | Determinati servizi prestati da imprese di altri Stati membri dell’UE | INTRA-2 quater |
| Rettifiche | Correzione di dichiarazioni già trasmesse | INTRA-1 ter, INTRA-1 quinquies, INTRA-2 ter bzw. INTRA-2 quinquies |
L’obbligo di presentazione di una dichiarazione Intrastat e la frequenza della stessa dipendono dal tipo di operazione commerciale e dalle soglie previste.
Vendite
Per le vendite intracomunitarie di beni e servizi si applicano le seguenti soglie:
Acquisti
Per gli acquisti intracomunitari si applicano le seguenti soglie:
La trasmissione elettronica delle dichiarazioni Intrastat deve avvenire, di norma, entro il 25° giorno del mese successivo.
La presentazione tardiva, incompleta o errata di una dichiarazione Intrastat obbligatoria può comportare sanzioni amministrative.
Le imprese che intrattengono rapporti commerciali regolari all’interno dell’UE dovrebbero pertanto verificare costantemente se, a seguito di nuove operazioni commerciali o di variazioni del volume d’affari, sia necessario adeguare l’obbligo di dichiarazione.