In occasione di elezioni e referendum, in Italia molti lavoratori vengono incaricati come membri di un seggio elettorale. Per questa attività, il diritto del lavoro italiano prevede norme speciali: i lavoratori possono assentarsi dal lavoro per svolgere questa funzione pubblica e, in linea di massima, ricevono per quei periodi lo stesso trattamento che avrebbero se lavorassero normalmente. L’assenza non è considerata ferie, quindi non vengono detratti giorni di ferie.
L’esonero riguarda i lavoratori che sono stati ufficialmente nominati per un seggio elettorale. Tra questi ci sono in particolare:
L’attività come membro di un seggio elettorale è considerata un incarico pubblico. L’assenza necessaria è tutelata dalla legge.
L’esonero non comprende solo lo svolgimento effettivo delle operazioni elettorali, ma anche i lavori preparatori e di chiusura necessari.
In genere questo riguarda:
La durata esatta dipende dalle elezioni in questione e dalle disposizioni organizzative.
Dal punto di vista del diritto del lavoro, il tempo trascorso al seggio elettorale viene generalmente considerato come normale lavoro. Il lavoratore non perde quindi il diritto alla retribuzione.
Il trattamento concreto dipende però dal fatto che il giorno in questione sia considerato un giorno lavorativo o un giorno non lavorativo o festivo.
Se l’attività al seggio elettorale cade in un normale giorno lavorativo, il lavoratore riceve la normale retribuzione. L’assenza viene considerata come orario di lavoro.
Questo vale anche se il lavoratore è effettivamente impegnato al seggio elettorale solo per poche ore a causa delle operazioni elettorali. La valutazione avviene di norma su base giornaliera.
Esempio:
Lo scrutinio dei voti dura lunedì solo fino alle prime ore del mattino. Se il lunedì è un normale giorno lavorativo, il lavoratore non deve più presentarsi al lavoro, ma riceve comunque la normale retribuzione giornaliera.
Se l’attività cade in un giorno non lavorativo, ad esempio la domenica in una settimana lavorativa standard dal lunedì al venerdì, in linea di principio si ha diritto a:
Le modalità concrete possono essere regolate in modo più dettagliato dal contratto collettivo di lavoro (CCNL) applicabile.
Il fatto che un giorno sia considerato giorno lavorativo o giorno di riposo non dipende esclusivamente dall’effettiva organizzazione del lavoro in azienda, ma dalle disposizioni del contratto collettivo applicabile.
Questo è particolarmente rilevante per le aziende con la settimana lavorativa di 5 giorni.
Esempio:
Un’azienda lavora effettivamente dal lunedì al venerdì, anche se il contratto collettivo applicato prevede una settimana lavorativa dal lunedì al sabato. Il sabato può quindi continuare a essere considerato un giorno lavorativo e non dà automaticamente diritto a una retribuzione aggiuntiva o a un giorno di riposo sostitutivo.
Nel contratto collettivo per il commercio e i servizi, il sabato è considerato di norma un giorno lavorativo (giorno lavorativo a zero ore), anche se molte aziende distribuiscono l’orario di lavoro praticamente su cinque giorni.
Pertanto, ad esempio:
Affinché il datore di lavoro possa registrare correttamente l’assenza, il lavoratore deve presentare i documenti necessari.
Di solito sono necessari:
Dall’attestazione dovrebbero risultare i giorni di presenza.