Tipologie di reddito

26/03/2026

Il diritto tributario italiano distingue diverse tipologie di reddito, ciascuna soggetta a specifiche norme fiscali. Tale sistema è disciplinato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) e costituisce la base per la tassazione delle persone fisiche e delle imprese.

La suddivisione in categorie di reddito non è solo di natura formale, ma ha effetti fiscali concreti:

  • diversi metodi di determinazione (ad es. tassazione forfettaria e determinazione dell'utile)
  • aliquote fiscali diverse o regimi speciali
  • diverse possibilità di detrazione

La tassazione avviene fondamentalmente secondo il cosiddetto principio del reddito mondiale: le persone residenti in Italia devono dichiarare tutti i redditi nazionali ed esteri.

Categorie di reddito

In totale esistono sei tipi di reddito che strutturano l'intero sistema delle imposte:

  • Redditi di beni fondiari/immobili
  • Redditi di capitale
  • Redditi di lavoro dipendente
  • Redditi di lavoro autonomo
  • Redditi d'impresa
  • Redditi diversi

Queste categorie concorrono alla determinazione del reddito complessivo, che costituisce la base imponibile.

Redditi fondiari

Questi redditi si suddividono in due categorie principali:

  • Redditi dominicali
  • Redditi dei fabbricati

Entrambi si basano fondamentalmente sulla rendita catastale e non necessariamente sui ricavi effettivamente realizzati.

Redditi dominicali

Riguardano i terreni ad uso agricolo, per i quali la tassazione avviene sulla base della rendita catastale, indipendentemente dal fatto che vengano effettivamente realizzati dei ricavi. I redditi sono attribuiti al proprietario.

Redditi dei fabbricati

a) Immobili in locazione
Nel caso di immobili dati in locazione, il confronto viene effettuato tra i ricavi effettivi da locazione (ridotti di una quota forfettaria, solitamente pari al 5%) e il rendita catastale (maggiorato del supplemento previsto dalla legge, pari al 5%). Come base imponibile viene generalmente considerato il valore più elevato tra i due. Nella pratica, si tratta solitamente dei ricavi effettivi da locazione.

Alternativa: cedolare secca
Per gli immobili residenziali è possibile optare in alternativa per la cosiddetta “cedolare secca”, che prevede un'imposizione forfettaria del 21% e che in determinati casi può essere ridotta al 10%.

b) Immobili non affittati
Gli immobili non affittati possono essere imponibili, in particolare nel caso di seconde case o immobili sfitti.

c) Immobili commerciali
Per gli immobili ad uso commerciale valgono le seguenti particolarità:

  • nessuna applicazione della cedolare secca
  • Tassazione secondo le norme generali
  • per le imprese: attribuzione al patrimonio aziendale con relativa determinazione dell'utile

Redditi da capitale

Rientrano in questa categoria i redditi derivanti dall'utilizzo del capitale, quali ad esempio:

  • dividendi da partecipazioni
  • Interessi su depositi bancari o prestiti
  • Proventi da titoli di credito

In molti casi questi redditi non sono tassati tramite l'Imposta sul reddito delle persone fisiche IRPEF, ma tramite imposte sostitutive, di norma al 26%, e non confluiscono quindi nel reddito complessivo.

Redditi da lavoro dipendente

I redditi da lavoro dipendente sono tra le principali categorie di reddito previste dal diritto tributario italiano. Comprendono tutte le retribuzioni percepite nell'ambito di un rapporto di lavoro. Tra queste figurano, ad esempio:

  • Stipendi e salari
  • Pagamenti di bonus
  • Beneficio non monetario (fringe benefits, ad es. auto aziendale)
  • Pensione

Il reddito imponibile, tassabile, risulta dalla retribuzione lorda al netto dei contributi previdenziali (INPS). La tassazione avviene in base all'imposta progressiva sul reddito delle persone fisiche IRPEF e viene normalmente trattenuta e versata direttamente dal datore di lavoro.

Redditi da lavoro autonomo

Questa categoria riguarda i liberi professionisti e i prestatori di servizi autonomi, per i quali è prioritaria la prestazione personale e non sussistono strutture aziendali ben definite. Esempi tipici sono:

  • medici, avvocati
  • consulenti, fornitori di servizi IT
  • Freelancer e ditte individuali senza attività commerciale

La tassazione avviene sulla base dell’utile (entrate meno spese) ed è soggetta all’imposta progressiva sul reddito delle persone fiscie IRPEF (salvo in caso di applicazione del regime forfettario).

Redditi d’impresa

Rientrano in questa categoria i redditi derivanti da attività imprenditoriale, in particolare:

  • ditta individuale
  • Società di persone
  • Società di capitali

Tassazione:
La determinazione dell'utile avviene secondo le disposizioni del diritto commerciale e di diritto tributario.

Ditta individuale: l'utile è attribuito direttamente all'imprenditore ed è soggetto all'imposta progressiva sul reddito delle persone fisice IRPEF (salvo in caso di applicazione del regime forfettario).
Società di persone: l'utile viene attribuito ai soci in base alle loro partecipazioni secondo il principio di trasparenza e da questi tassato nell'ambito dell'imposta progressiva sul reddito delle persone fisice IRPEF.
Le società di capitali, invece, costituiscono soggetti fiscali autonomi, i cui utili a livello societario sono soggetti all'imposta sul reddito delle società IRES.

Aggiunta:
La società di persone (non i suoi soci) e anche le società di capitali sono inoltre soggette all'imposta sul valore aggiunto IRAP.

Redditi diversi

Questa categoria costituisce una "categoria resduale" e comprende tutti i redditi che non possono essere chiaramente attribuiti a nessuna delle altre categorie, ma che sono comunque imponibili, tassabili. Alcuni esempi sono:

  • Vendite immobiliari private (entro 5 anni dall'acquisto)
  • Plusvalenze da partecipazioni e strumenti finanziari
  • Plusvalenze da speculazione (ad es. cripto-asset)
  • Attività occasionali

Tassazione:
Per determinare l'utile si prendono in considerazione i ricavi al netto dei costi direttamente imputabili.
La tassazione stessa dipende poi fortemente dal singolo caso:

  • Imposta progressiva sul reddito delle persone fisice IRPEF, ad esempio per attività occasionali e vendite immobiliari.
  • Imposta sostitutiva (di solito al 26%): spesso applicata alle plusvalenze finanziarie
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