L'IRES è l'imposta italiana sulle società, cioè quella che si applica agli utili delle società di capitali. È un'imposta proporzionale: l'aliquota rimane fissa, indipendentemente dall'ammontare dell'utile. È disciplinata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, DPR n. 917/1986). L’IRES ha sostituito nel 2004 la precedente IRPEG.
Chi deve pagare l’IRES?
Ai sensi dell’art. 73 del TUIR, sono soggetti all’IRES, tra gli altri:
- società di capitali con sede in Italia: Srl (società a responsabilità limitata), SpA (società per azioni)
- cooperative con sede in Italia
- enti pubblici e privati con sede in Italia
- stabili organizzazioni o sedi secondarie di società straniere in Italia
Le società residenti in Italia pagano le tasse sul loro reddito mondiale (principio del reddito mondiale). Per evitare la doppia imposizione, si applicano le convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione.
Non sono soggette all’IRES le società di persone, le imprese individuali e i liberi professionisti. I loro utili vengono attribuiti ai soci o ai titolari e tassati tramite l’IRPEF.
L’aliquota IRES per il 2026
L’aliquota ordinaria dell’IRES è del 24 %. È rimasta invariata dal 2017 e vale anche per il periodo d’imposta 2026.
Per alcuni istituti di credito e intermediari finanziari si applica in linea di principio un’addizionale IRES. Inoltre, per singole imprese esistono ulteriori norme speciali.
Aliquote IRES storiche
| Anno |
Aliquota dell’imposta sulle società |
| 2000 |
37 % (IRPEG) |
| 2001–2002 |
36 % (IRPEG) |
| 2003 |
34 % (IRPEG) |
| 2004–2007 |
33 % |
| 2008–2016 |
27,5 % |
| dal 2017 |
24 % |
Caso particolare “IRES premiale” (solo per l’anno fiscale 2025)
Con la legge di bilancio 2025 (legge n. 207/2024, art. 1, commi 436–444) è stata introdotta una riduzione una tantum dell’aliquota dal 24 % al 20 % – la cosiddetta “IRES premiale”. Le modalità di applicazione sono regolate dal decreto ministeriale dell’8 agosto 2025. Tuttavia, è necessario che siano soddisfatte contemporaneamente diverse condizioni (ad es. investimenti in nuove immobilizzazioni, beni strumentali nei settori Transizione 4.0 o 5.0, il numero medio di unità di lavoro non deve diminuire rispetto alla media triennale e almeno l’80 % dell’utile del 2024 deve essere destinato a una riserva non distribuibile e mantenuto nel patrimonio netto fino alla chiusura dell’esercizio 2026). Per questo motivo, pochissime aziende hanno usufruito di questo agevolamento.
L’agevolazione vale esclusivamente per l’anno fiscale 2025. La legge di bilancio del 2026 non ha prorogato il provvedimento.
Come si calcola la base imponibile?
Il punto di partenza è l’utile riportato in bilancio. Da questo si calcola il reddito imponibile:
- Risultato ante imposte secondo il diritto commerciale, tratto dal conto economico.
-
Le rettifiche fiscali aumentano o diminuiscono il risultato. Ecco alcuni esempi:
- Spese per auto con una bassa percentuale di deducibilità
- Spese telefoniche con una bassa percentuale di deducibilità
- Ricavi non imponibili
- Interessi non deducibili a causa del ROL
Queste rettifiche vengono definite variazioni fiscali in aumento e in diminuzione.
- Ulteriori deduzioni, ad esempio l’utilizzo delle perdite fiscali pregresse
Perdite riportate
- Perdite dei primi tre periodi d’imposta: riportabili senza limiti di tempo e compensabili al 100%.
- Perdite successive: riportabili senza limiti di tempo, ma solo fino all’80 % della base imponibile dell’anno in questione.
Esempio di calcolo
| Voce |
Importo |
| Utile |
100.000 € |
| Rettifiche fiscali |
+ 30.000 € |
| Reddito imponibile |
130.000 € |
| IRES 24 % |
31.200 € |
Pagamento e scadenze
L’IRES va versato elettronicamente tramite il modello F24, in due acconti e un saldo:
- Saldo dell’anno precedente + 1° acconto (40 % o 50 %): entro l’ultimo giorno del sesto mese – quindi, per un esercizio finanziario coincidente con l’anno solare, il 30 giugno. Codice tributo 2003 o 2001.
- 2° acconto (50 % o 60 %): entro il 30 novembre o entro l’undicesimo mese successivo alla chiusura dell’esercizio finanziario. Codice tributo 2002.
Per i soggetti che applicano l’ISA, gli acconti si suddividono in parti uguali (50 % e 50 %). I termini vengono spesso posticipati con decreto – nel 2026, ad esempio, al 20 luglio. È possibile effettuare il pagamento entro 30 giorni dalla scadenza con una maggiorazione dello 0,4 % - 0,8 %. Per il saldo e la prima rata si può anche optare per il pagamento a rate.
Confronto tra IRES, IRAP e IRPEF
|
Oggetto di imposta |
Aliquota |
| IRES |
Reddito delle società di capitali |
24 % |
| IRAP |
Valore della produzione netta; i costi del personale e di finanziamento sono in parte non deducibili |
di norma pari al 3,9 %, con variazioni a livello regionale |
| IRPEF |
Reddito delle persone fisiche |
progressivo a scaglioni |
Le società di capitali pagano entrambe le imposte sul reddito: IRES e IRAP. In caso di distribuzione degli utili ai soci, si aggiunge un’ulteriore tassazione sui dividendi.