In base alle disposizioni europee, anche l’Italia è tenuta a recepire nel diritto nazionale la direttiva UE 2023/970 sulla
trasparenza retributiva entro e non oltre
giugno 2026. Tale direttiva ha l’obiettivo di far valere in tutta l’UE il principio: “A parità di lavoro deve corrispondere pari retribuzione” e di rendere più trasparenti le differenze retributive esistenti, in particolare tra uomini e donne.
Le nuove disposizioni riguardano tutti i datori di lavoro, fermo restando che la portata e l’intensità degli obblighi variano in base alle dimensioni dell’impresa.
Sebbene la disciplina sia attualmente ancora in fase di elaborazione e alcuni dettagli non siano ancora stati definiti in via definitiva, desideriamo informare in merito alle principali novità prevedibili:
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Dovere
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Dettagli/descrizione
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Numero dipendenti
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< 50
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< 100
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< 150
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< 250
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Trasparenza prima dell’assunzione di nuovi dipendenti
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- Nell’annuncio di lavoro deve essere indicato il salario lordo iniziale oppure la fascia di retribuzione.
- Divieto di chiedere ai candidati la retribuzione precedente.
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SI
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SI
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SI
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SI
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Diritto di informazione dei dipendenti
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- Su richiesta devono essere rese note le retribuzioni medie, suddivise per sesso e per gruppi con attività di pari valore.
- Tutti i dipendenti devono essere informati ogni anno del loro diritto.
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SI
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SI
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SI
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SI
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Documentazione delle strutture retributive
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- Devono essere messe a disposizione informazioni sulla retribuzione e sui criteri utilizzati per la determinazione del salario. Tali criteri devono essere oggettivi e neutrali sotto il profilo del sesso.
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Ridotto
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ridotto
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SI
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SI
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„Gender Pay Gap Reporting“
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- È paragonabile all’obbligo già esistente di relazione al consigliere di parità, che attualmente tutte le imprese con più di 50 dipendenti devono presentare ogni due anni (oppure potrebbe eventualmente sostituirlo).
- Le imprese devono rendere note le differenze retributive.
- In caso di differenze superiori al 5%, devono essere adottate misure correttive.
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NO
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NO
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SI
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SI
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