Il contratto di lavoro disciplina il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore. Il lavoratore si impegna a svolgere la propria attività secondo le direttive del datore di lavoro; il datore di lavoro, a sua volta, è tenuto a corrispondere la retribuzione concordata.
In linea generale, un contratto di lavoro può essere concluso anche verbalmente. Nella pratica, tuttavia, la forma scritta è fondamentale. Alcuni elementi, come il periodo di prova, il termine del rapporto o particolari condizioni di lavoro, devono essere concordati per iscritto e sottoscritti prima dell’inizio dell’attività per essere validi.
Inoltre, in Italia il datore di lavoro è soggetto a specifici obblighi informativi nei confronti del lavoratore. Devono essere comunicate in modo chiaro le condizioni essenziali del rapporto, in particolare mansioni, luogo di lavoro, orario di lavoro, retribuzione e contratto collettivo applicato.
Un contratto di lavoro italiano contiene generalmente le seguenti informazioni:
Particolarmente importante è il contratto collettivo applicato, il cosiddetto CCNL. Esso disciplina molti aspetti pratici, come retribuzione minima, inquadramento, periodo di prova, termini di preavviso, straordinari, ferie e fondi integrativi. Si veda anche la voce del lessico Contratto collettivo in Italia.
Il contratto individuale di lavoro non può derogare in peggio alle disposizioni di legge e al contratto collettivo. Eventuali deroghe sono generalmente ammesse solo se più favorevoli per il lavoratore. Per questo motivo è particolarmente importante una corretta classificazione in base all’attività svolta e al contratto collettivo applicabile.
Un contratto di lavoro chiaro e ben strutturato crea certezza giuridica ed evita successive incertezze. Per le imprese in Italia rappresenta un documento centrale in ogni assunzione e dovrebbe essere sempre coordinato con le disposizioni di legge e con il contratto collettivo corretto.