distribuzione utili

07/07/2026

I dividendi sono distribuzioni di utili o riserve di utili di una società di capitali (ad es. S.r.l., S.p.A.) ai propri soci. Essi devono essere chiaramente distinti dallo stipendio o dai compensi degli amministratori: i dividendi sono redditi da capitale e non compensi per lavoro o servizi.

Normalmente, la distribuzione degli utili avviene in proporzione alle quote societarie, salvo diversamente previsto dallo statuto o dal contratto societario.

La distribuzione degli utili è stabilita con delibera dell'assemblea dei soci. L'assemblea dei soci decide l'entità e l'ammontare degli utili da distribuire (ad es. dall'utile d'esercizio o dalle riserve libere). Il presupposto è il rispetto delle norme di conservazione del capitale; in particolare, la distribuzione non deve pregiudicare il capitale sociale e le riserve vincolate (ad es. riserve legali o statutarie).

In pratica, è fondamentale che le distribuzioni siano tracciabili, deliberate correttamente, contabilizzate e pagate con adeguata documentazione. Ciò include, in particolare, la corretta registrazione dei verbali dell'assemblea dei soci e una documentazione accurata della base degli utili o delle riserve.

Imposte: due livelli

Livello 1 – Società: gli utili sono generalmente tassati a livello di società (IRES e IRAP). I dividendi sono quindi l’utilizzo di utili già tassati e non sono deducibili come spese dalla società distributrice, ma riducono il patrimonio netto.

Livello 2 – Beneficiario: è determinante chi riceve i dividendi (persona fisica, imprenditore, società di capitali) e dove il beneficiario ha la residenza fiscale (Italia/estero). In questo caso si applicano le norme relative alla ritenuta alla fonte.

Dividendi a imprenditori e società:

Per i dividendi nel patrimonio aziendale (ad es. nel caso di una società di partecipazione, società holding) è prevista un'ampia esenzione parziale (di solito 95% esente da imposta, 5% tassabile).

Dividendi a persone fisiche italiane

Per i privati residenti in Italia, la tassazione avviene normalmente tramite una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Per i dividendi esteri possono sussistere obblighi di segnalazione e dichiarazione.

Dividendi all'estero: ritenuta alla fonte, Convenzione contro le doppie imposizioni

Se una società italiana paga dividendi a beneficiari non residenti in Italia, in linea di principio è dovuta una ritenuta alla fonte italiana (spesso del 26%), che può essere ridotta da una Convenzione contro le doppie imposizioni (spesso, ad esempio, al 5% o al 15%, a seconda della Convenzione contro le doppie imposizioni e del grado di partecipazione).

Per alcuni casi UE/SEE si applicano norme speciali (ad es. esenzione ai sensi della direttiva UE sulle società madri e figlie per partecipazioni qualificate; in caso contrario, eventualmente un'aliquota ridotta).

 
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