Sistema forfettario in Italia (regime dei minimi, regime forfettario)

23/02/2026
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persona fisica che esercita un’attività d’impresa, libero-professionale o artistica. Si rivolge in particolare a impresa individuale e libero professionista con volume d’affari contenuto e consente una determinazione forfettaria del reddito con applicazione di un’imposta sostitutiva fissa.

Presupposti e limite di fatturato

Condizione centrale è che i ricavi conseguiti nell’anno precedente non superino 85.000 €. Se tale soglia viene superata, il regime non è più applicabile dall’anno successivo. In caso di ricavi superiori a 100.000 €, l’esclusione avviene immediatamente con passaggio al regime ordinario, inclusa l’applicazione dell’IVA.

Il regime è riservato esclusivamente a persona fisica fiscalmente residente in Italia oppure residente in uno Stato UE o SEE che realizza oltre il 75 % del proprio reddito complessivo in Italia. Le società di capitali sono escluse.

Cause di esclusione

Oltre al limite di fatturato, sussistono le seguenti importanti cause di esclusione:

  • Partecipazione in società di persone, imprese familiari o società di capitali in regime di trasparenza
  • Mancata residenza in Italia
  • Percezione di redditi di lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 € nell’anno precedente
  • Attività svolta prevalentemente nei confronti di un attuale o precedente datore di lavoro

È prevista un’eccezione qualora il rapporto di lavoro sia cessato nell’anno precedente e non sussistano più redditi di lavoro dipendente in corso.

Trattamento fiscale

Il regime forfettario sostituisce l’imposta sul reddito (IRPEF), le addizionali regionali e comunali e l’IRAP. In loro luogo si applica un’imposta sostitutiva forfettaria del 15 %. Per le nuove attività può applicarsi, nei primi cinque anni e al ricorrere di determinati presupposti, un’imposta sostitutiva ridotta del 5 %.

Il reddito imponibile non viene determinato sulla base dei costi effettivi, bensì calcolato in modo forfettario. Rileva un coefficiente di redditività specifico per settore (in base al codice attività Ateco). I ricavi vengono moltiplicati per tale percentuale e il risultato costituisce il reddito imponibile. I costi effettivi non sono fiscalmente deducibili.

Esempio

Un consulente IT consegue nel 2026 ricavi pari a 40.000 €. Per la sua attività si applica un coefficiente di redditività del 78 %.
40.000 € × 78 % = 31.200 € reddito imponibile
31.200 € × 15 % = 4.680 € imposta sostitutiva
Se i costi effettivi ammontano a 3.000 € o 15.000 €, ciò è fiscalmente irrilevante.

IVA e previdenza sociale

I soggetti nel sistema forfettario emettono fattura elettronica senza applicazione dell’IVA e non hanno diritto alla detrazione dell’imposta. Non sono previste le liquidazioni IVA periodiche e in fattura deve essere inserito un apposito riferimento all’applicazione del “regime forfettario”.

I contributi previdenziali all’INPS sono in linea di principio dovuti ordinariamente. Per le attività commerciali (artigiani, commercianti) è prevista la possibilità di una riduzione dei contributi INPS del 35 % su richiesta.

Per chi è conveniente il regime forfettario?

Il regime è particolarmente interessante per:

  • Liberi professionisti e imprenditori con costi di esercizio contenuti
  • Attività con ridotto consumo di merci
  • Lavoratori autonomi con attività secondaria e reddito da lavoro dipendente limitato
  • Nuove iniziative con fabbisogno di investimento contenuto

Svantaggi e limiti

  • Nessuna deduzione dei costi effettivi
  • Nessuna detrazione dell’IVA
  • Impossibilità di utilizzare determinate detrazioni fiscali
  • Capacità di crescita limitata a causa del limite di fatturato

Il sistema forfettario è pertanto meno indicato in presenza di:

  • Elevati costi fissi
  • Significativo consumo di merci
  • Attività in forte crescita
  • Investimenti rilevanti pianificati

Regime dei minimi

Un modello in esaurimento è invece il regime dei minimi. Anche in questo caso si tratta di un regime fiscale agevolato per piccoli imprenditori con ricavi dell’anno precedente fino a 30.000 €, con un’imposta sostitutiva pari al 5 %. Tale regime è stato abolito nel 2015, ma può continuare ad essere applicato dai contribuenti che vi avevano già aderito prima di tale data e che soddisfano i relativi requisiti.

Conclusione

Il sistema forfettario italiano offre una soluzione semplice e spesso fiscalmente vantaggiosa per attività imprenditoriali e libero-professionali di piccole dimensioni. Tuttavia, la combinazione tra limite di fatturato, determinazione forfettaria del reddito e cause di esclusione richiede un’attenta verifica della situazione individuale.

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