Parcella

22/01/2026

In Italia, la fattura di un libero professionista (ad esempio avvocato, commercialista o architetto) viene spesso denominata parcella. Si tratta di una fattura fiscalmente rilevante che presenta alcune peculiarità specifiche del settore rispetto a una fattura standard, in particolare per quanto riguarda la ritenuta d'acconto.

Nota: nella pratica, spesso viene prima inviato un avviso di parcella come richiesta di pagamento. Ai fini fiscali, tuttavia, è determinante solo la corretta fatturazione; il momento di insorgenza dell'imposta dipende, a seconda dei casi, dalle disposizioni della normativa italiana in materia di IVA (momento della prestazione o del pagamento).

Contenuto della parcella

Il contenuto specifico varia a seconda della categoria professionale e del tipo e dell'entità dell'incarico, ma segue regolarmente una struttura standardizzata. Gli elementi tipici sono:

  • Onorario: compenso per la prestazione con indicazione del contenuto della prestazione, del periodo di fatturazione e, se del caso, della tariffa forfettaria o oraria.
  • Spese e costi accessori: spese rimborsabili da indicare separatamente (ad es. spese di viaggio).
  • Contributi a casse professionali o previdenziali: contributi obbligatori previsti dalla legge o dal diritto professionale, a seconda della rispettiva categoria professionale.
  • IVA: a meno che il servizio non sia esente da imposta o non rientri nell'ambito di applicazione dell'IVA italiana.
  • Ritenuta d'acconto: ritenuta fiscale da trattenere sul compenso da parte del committente, in particolare per prestazioni tra imprese e liberi professionisti.

Ritenuta d'acconto sulla parcella

Per le prestazioni professionali è spesso prevista una ritenuta d'acconto. Si tratta di un pagamento anticipato dell'imposta sul reddito del libero professionista, che viene trattenuto e versato dal committente in qualità di sostituto d'imposta.

La ritenuta si applica regolarmente alle prestazioni fornite ad aziende o committenti autonomi; i privati non sono generalmente considerati sostituti d'imposta.

L'imposta alla fonte ammonta di norma al 20% dell'onorario netto (IVA esclusa); le spese possono essere incluse o escluse a seconda della qualifica. Il versamento viene effettuato tramite il modulo di pagamento F24. Per il libero professionista, la ritenuta non costituisce un'imposizione definitiva, ma un acconto imputabile che viene compensato con il debito d'imposta definitivo nella dichiarazione dei redditi.

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