Il ravvedimento operoso è uno strumento previsto dal diritto tributario italiano che consente ai contribuenti di correggere spontaneamente, su propria iniziativa, irregolarità o omissioni fiscali commesse in precedenza. Rientrano in particolare i casi di imposte versate in ritardo oppure di obblighi fiscali non adempiuti o adempiuti in modo incompleto.
La particolarità di questo istituto, riconosciuto dall’Amministrazione finanziaria, consiste nella possibilità di correggere gli errori in modo proattivo e prima di una formale constatazione da parte dell’autorità fiscale. In cambio, il contribuente beneficia di sanzioni amministrative notevolmente ridotte rispetto a quelle ordinarie.
Il ravvedimento operoso incentiva la correzione tempestiva: quanto prima viene sanata l’irregolarità, tanto più contenuta risulta la sanzione amministrativa. Il momento della regolarizzazione è quindi determinante ai fini della convenienza economica del ravvedimento operoso.
Per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024 è determinante stabilire se l’errore venga corretto di propria iniziativa, senza alcuna comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, oppure solo dopo che l’Amministrazione finanziaria ne sia venuta a conoscenza.
Il caso tipico di ravvedimento operoso ricorre quando il contribuente individua autonomamente l’irregolarità e la corregge di propria iniziativa, prima che l’Agenzia delle Entrate ne abbia avuto conoscenza o abbia avviato controlli o altre attività. In tal caso si parla di ravvedimento operoso “classico”.
L’entità della riduzione della sanzione dipende esclusivamente dal momento in cui viene effettuata la regolarizzazione. Quanto prima l’errore viene corretto, tanto più favorevole risulta la sanzione ridotta:
Nel momento in cui perviene una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la gestione del caso dovrebbe essere valutata attentamente insieme al consulente. In particolare, in presenza di questioni di fatto o di diritto non ancora chiarite, di situazioni complesse o riferite a più periodi d’imposta, oppure in presenza di possibili percorsi procedurali alternativi, può essere opportuno analizzare con attenzione il quadro complessivo prima di decidere se procedere a una regolarizzazione.
Sia nel caso di ravvedimento operoso su iniziativa del contribuente sia in quello successivo a una comunicazione dell’autorità fiscale, oltre alla sanzione amministrativa ridotta devono essere versati anche gli interessi di mora previsti dalla legge sulle imposte pagate in ritardo. Gli interessi sono calcolati giorno per giorno sulla base del tasso legale vigente.